Le Statue Parlanti di ROMA
Il Facchino
Il Facchino
Dove: Via Lata, 4 (fianco di Palazzo De Carolis).
Descrizione: Statua rinascimentale (circa 1580, Jacopo del Conte) di un acquarolo con botte.
Curiosità:
Il “Facchino ubriaco”: secondo una leggenda popolare romana, il volto stanco, gonfio e un po’ sbilenco della statua farebbe pensare che il facchino si sia scolato parte del contenuto della botte… e non era acqua, ma vino! Da qui il soprannome affettuoso di “facchino ubriaco”.
Scambiata per Martin Lutero: per secoli molti romani furono convinti che raffigurasse Martin Lutero (che nel 1511 aveva soggiornato nel vicino convento degli Agostiniani). Per questo motivo la statua fu presa di mira e pesantemente danneggiata: il viso è rovinato, il naso è quasi scomparso a causa di sassi e colpi lanciati dai passanti durante la Controriforma.
Attribuita a Michelangelo: per un periodo fu erroneamente considerata opera di Michelangelo Buonarroti. In realtà fu scolpita intorno al 1580 su disegno di Jacopo del Conte (o Jacopino del Conte) da maestranze fiorentine per la Corporazione degli Acquaroli.
L’epigrafe scomparsa: in origine c’era una lapide ironica dedicata a un certo Abbondio Rizzio (o Rizio), un facchino fortissimo che “portò quanto peso volle… ma un giorno, con un barile di vino in spalla e uno dentro il corpo, morì”. L’iscrizione era chiaramente scherzosa, ma contribuì alle leggende sull’identità della statua.
Spostata per proteggerla: originariamente era su Via del Corso (in posizione molto visibile). Nel 1874 fu spostata nell’attuale nicchia su Via Lata proprio per salvarla dai continui vandalismi.
Una delle statue parlanti: è l’unica delle sei statue parlanti di Roma che non è antica (le altre sono tutte di epoca romana o precedente). Nonostante questo, dal Seicento in poi ha ospitato tantissime pasquinate (satire anonime).
Simbolo di un mestiere scomparso: rappresenta gli acquaroli o acquaricciari, che di notte riempivano le botti al Tevere o alla Trevi e vendevano l’acqua porta a porta. Un lavoro durissimo che scomparve quando furono ripristinati gli antichi acquedotti.
Immagine tratta da: Wikipedia. In basso a destra si vede la posizione originale della Fontana del Facchino
Immagine che ritrae la fontana originale.
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di Stefano Cicatiello
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